PROGETTO“TOKAI SONGHO”

Progetto realizzato nel 2011

Esperienze di pratica solidale tra gruppi di famiglie bisognose sulla base dei principi di mutuo aiuto e scambio reciproco. Con la collaborazione delle Parrocchie della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno si è potuto creare dei focus-group, i quali potessero aiutare nuclei familiari che vivevano differenti disagi. Tale esperienza ha creato una rete relazionale tra le famiglie che, ancora oggi, trovano uno strumento di aiuto nelle Parrocchie che hanno collaborato a tale progettualità.

Artefice del Progetto è stato Padre Riccardo Tobanelli che testimonia l’esperienza: “Vivo in Bangladesh dal 1982. Dal 1994 ho cominciato ad occuparmi di bambini e bambine di strada . Abbiamo nel tempo costituito la Tokai House a Khulna e il centro Kh.UDA per le bambine. Dal 2005 con l’appoggio di alcuni ex Tokai (Ex bambini di strada) cresciuti con me, abbiamo incominciato ad affrontare lo stesso problema qui a Dhaka nelle zone di Savar, Kawran Bazar e Tongi. Il nome della nostra associazione è Tokai Songho. Lavoriamo focalizzandoci principalmente sulle persone. Condivisione e solidarietà sono due principi fondamentali nel nostro lavoro. Le strutture sono minime (in affitto) e la maggior parte del lavoro è fatto da ex‐bambini di strada.”“ Quello che noi facciamo e’ solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” ( Madre Teresa di Calcutta)

CHI SONO I TOKAI

In parole molto semplici i Tokai sono i bambini/e di strada del Bangladesh. Tokai in lingua Bengalese significa raccogliere/riciclare. I Tokai vivono raccogliendo plastica, carta, stracci chiodi, ferro, scarpe rotte o qualsiasi tipo di materiale che possa essere riciclato e che quindi abbia un qualche valore. Il materiale viene venduto a negozi specializzati nella separazione e riciclaggio. E’ un lavoro che porta questi bambini a vivere tra una discarica e l’altra e sui bordi della strade alla continua ricerca di qualcosa che se pur ‘buttato’ abbia un valore minimo che comunque gli permetta di mettere in pancia un pugno di riso. La maggior parte di questi bambini/e, tra i sei e quattordici anni di età, sono raramente orfani ma quasi tutti ‘abbandonati’.
Si ritrovano fin da piccoli a gestire la propria vita in condizioni di degrado fisico e ambientale estremo . In più devono sopravvivere in un deserto emozionale come conseguenza dell’abbandono che li indurisce e li rende spesso incapaci di ricostruire relazioni significative. Le poche relazioni con il mondo degli adulti diventano spesso relazioni ‘contrattuali’ (do ut des).
Sono quindi spesso vittime di abusi fisici e sessuali. Molti di loro attraverso il processo di indebitamento presso i negozi di riciclaggio diventano veri e propri schiavi, costretti a continuare a fare i Tokai senza poter mai estinguere il debito . Il debito viene generalmente contratto in
molti casi per ragioni di malattia, ma anche per ragioni di abuso e consumo di colla (una specie di mastice che viene sniffato). I Tokai spendono le loro notti o i tempi di riposo dormendo nei paraggi delle stazioni dei treni, sotto i cavalcavia dei grandi incroci o sotto le pensiline di negozi e uffici.

DOVE LAVORIAMO

Lavoriamo a Savar dove abbiamo un rifugio per bambini/e Tokai e un Day Care Center diurno per bambini di giovani donne divorziate o abbandonate dai propri mariti, che devono quindi lavorare e non hanno nessuno che si occupi dei loro figli. A Kawran Bazar abbiamo una piccola scuola per i bambini dello slum sulla ferrovia. La scuola di notte diventa rifugio per i Tokai. A Khulna a circa 200 kilometri di distanza abbiamo organizzato il centro Kh.UDA che offre ospitalità a bambine di strada che hanno deciso di tornare a scuola e crescere in un ambiente protetto (ci sono li adesso circa 35 bambine tra i 5 e 14 anni di età). Stiamo ora iniziando un nuovo progetto per la liberazione e riabilitazione dei Tokai a Tongi.
Tongi e’ un grosso centro urbano al crocevia delle zone industriali tra Savar e Gazipur (alla periferia nord della capitale Dhaka che ha ora una popolazione di circa 20 milioni di abitanti).
La stazione ferroviaria di Tongi è un posto di riferimento e residenza di un grande gruppo di Tokai. Da Tongi questi bambini/e di strada aggrappati ai treni o appollaiati sui tetti delle corriere si possono muovere verso le discariche vicino al centro di Dhaka e le discariche industriali di Savar e Gazipur.

SCOPI DEL PROGETTO

Scopi del Tokai Songho a breve termine
Lo scopo del progetto è dare risposte immediate ad alcuni bisogni di questi bambini/e:
Bisogno di un rifugio notturno (drop in centre)
Bisogni di salute e molto spesso anche di cibo
Bisogno di protezione dai soprusi degli adulti e delle forze dell’ordine (legal aid)
Bisogno di un punto di riferimento che sia percepito come ‘loro casa’
Bisogno di relazioni libere e non ‘contrattuali’ che li facciano sentire di nuovo ‘ Bambini’
Bisogno di essere liberati dai debiti che li mantengono in schiavitù

Scopi a lungo termine
“Tokai Songho” significa comunità dei Tokai. A lungo termine il progetto intende ricostruire e riabilitare i Tokai a una vita normale come quella di tutti i bambini/e del mondo. In concreto quando possibile vogliamo toglierli dalla strada per farli vivere in un ambiente dove sono accolti e
trattati da bambini. Nel centro che apriremo a Tongi, oltre che ad offrire un rifugio notturno per tutti, intendiamo trattenere tutti quelli che vogliono rimanere, offrendo loro vitto, alloggio e la possibilità di andare a scuola.
Il Tokai Songho si ripropone anche con l’appoggio di volontari ed ex‐Tokai di guarire questi bambini dalle ferite dell’abbandono e degli abusi. Farli quindi sentire di nuovo “voluti” ed accolti.
Questo è chiaramente un impegno a lungo termine, è una scelta radicale che richiede a noi adulti ed ex‐Tokai di essergli fedeli e di non abbandonarli di nuovo. Con questo tipo di appoggio i Tokai possono vivere la loro giovane età con confidenza e prepararsi quindi a una vita adulta significativa. Allo stesso tempo si ricostruiscono relazioni di solidarietà e fiducia reciproca che sono condizioni indispensabili per una vita vera e non violenta. Per quanto possibile cerchiamo anche di riconnettere questi bambini con le loro radici e famiglie.

Il Tokai Songho si assume la piena responsabilità del progetto e del corretto uso delle risorse economiche. Inoltre provvede ad organizzare e usare le risorse umane per un efficace e responsabile conduzione del progetto stesso. Il Tokai Songho attraverso l’integrazione del progetto di Tongi con i progetti di Kh.UDA, Savar e Kawran Bazar garantisce la continuità di questo progetto negli anni futuri.
Il Tokai Songho sotto la direzione e responsabilità di Padre Riccardo Tobanelli si sta costituendo come Non‐profit Society.

PROGETTO ACQUISIZIONE TERRA: UN POSTO PER I TOKAI A SAVAR

Il Tokai Songho lavora ormai da circa 5 anni e mezzo nella zona di Savar dove gestisce un rifugio per i Tokai e un centro (day care centre) per bambini/e di giovani donne divorziate o abbandonate.
Al momento, è in affitto in una struttura con un pezzo di terra dove svolge le proprie attività per circa un centinaio di beneficiari diretti ( bambini di strada, bambini asilo e bambine ex-schiave domestiche).
Nella sua storia il Tokai Songho ha già dovuto cambiare posto due volte e tra un anno e mezzo si ritroverà di nuovo sfrattato alla scadenza del contratto di affitto.
Le ragioni di questa situazione sono dovute al fatto che nessuno vuole avere questi bambini di strada come vicini di casa.

Il Tokai Songho con i suoi bambini di strada, avrebbe quindi bisogno di un posto in proprietà così che nessuno li possa più sfrattare e allo stesso tempo potrebbe realizzare una struttura che sia più adeguata ai bisogni dei bambini.

Il costo della terra si aggira attorno ai 60,000.00 Euro (una proprietà di circa 7000 metri quadrati) nella zona di Noluakuri.
Si era valutato,anche, di comperare la terra nella zona di Savar ma qui il costo è molto alto e questo è dovuto al fatto che la terra è situata vicino alla zona industriale dove, la necessità di avere un alto numero di unità residenziali per gli operai che lavorano nelle industrie del posto, ha innescato un processo di grande speculazione sulla terra stessa. Ma dall’altro lato il Tokai Songho per svolgere la sua attività ha bisogno di rimanere in questa zona dove ci sono molti Tokai, bambini con madri abbandonate che devono lavorare e bambine usate come schiave domestiche.
Quindi, comprando la terra a Noluakuri, il Tokai Songho continuerebbe la sua attività sia a Savar come Day Care Centre and Drop in Centre per i Tokai ( rifugio e casa prima accoglienza Tokai), che a Noluakuri dove i bambini possono andare a scuola ed avere una vita piu’ stabile e sicura.
 
Per chi volesse, puo’ darci una mano contribuendo nelle proprie possibilità all’acquisto della terra.